
Foto di Vicki Hamilton (Pixabay)
Si parla tanto di riforma della giustizia e della separazione delle carriere tra giudici di PM, argomento sul quale nei prossimi mesi saremo chiamati ad esprimerci con un referendum.
Sono già cominciati i dibattiti tra i sostenitori del sì e quelli del no.
Ma, esattamente, di cosa si sta parlando e quali saranno gli effetti concreti per i cittadini di questa riforma?
I tre punti della Riforma Nordio
La riforma della giustizia, chiamata anche Riforma Nordio (dal nome dell’attuale Ministro della Giustizia), è una riforma costituzionale della giustizia approvata definitivamente dal Parlamento il 30 ottobre 2025 e contiene tre punti:
- la separazione delle carriere tra giudici e Pubblici Ministeri;
- lo sdoppiamento del CSM (cioè il Consiglio Superiore della Magistratura) e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare;
- il sorteggio dei componenti del CSM.
Quello della separazione delle carriere è però il punto sul quale si concentrano la maggior parte delle discussioni.
Poiché attualmente la magistratura costituisce un ordine unico, con la riforma verrebbe introdotta una separazione formale tra i magistrati giudicanti (i giudici) e i magistrati requirenti (i pubblici ministeri).
Con la separazione i giudici e i pubblici ministeri avrebbero sin dall’inizio delle loro carriere due percorsi totalmente distinti e non più modificabili (cioè, una volta fatta la scelta, un magistrato non potrebbe più passare da una funzione all’altra).
Punto.
Apriamo qui una parentesi.
La Riforma Nordio è stata approvata dal Parlamento, come legge di revisione costituzionale, ma non è ancora in vigore.
Questo perché, a differenza delle leggi ordinarie, le modifiche alla Costituzione seguono una procedura speciale, prevista dall’articolo 138 della Costituzione.
Una legge di revisione della Costituzione deve essere approvata due volte da ciascuna Camera:
una prima votazione e poi una seconda votazione, dopo almeno tre mesi.
Nella seconda votazione, se la legge ottiene:
almeno i 2/3 dei voti in entrambe le Camere → entra in vigore senza referendum;
meno dei 2/3, ma più della metà dei voti → può essere sottoposta a referendum popolare confermativo (se lo richiedono entro tre mesi, un quinto dei membri di una Camera, 500.000 elettori oppure 5 Consigli regionali).
Su come funziona il referendum vi rimandiamo al nostro precedente post, qui ora ci basta ricordare che questo tipo di referendum non prevede alcun quorum per essere valido: quindi sarà valido anche se andranno a votare due gatti! 😏
Separazione delle carriere ed effetti sul processo civile
La domanda Pop che ora sorge spontanea è questa: che effetto avrà la separazione delle carriere sul processo civile?
Risposta: praticamente nullo!
Lo ha riconosciuto esplicitamente lo stesso ministro Nordio, affermando che “questa riforma non renderà i processi più veloci“.
La riforma riguarda principalmente l’ordinamento della magistratura e non interviene sulle procedure processuali civili.
Ma allora, ci si chiede, quanti sono i magistrati che ogni anno passano da un ruolo all’altro? C’è da immaginarsi un via vai continuo…
Le statistiche ufficiali parlano di poche decine di magistrati!
In percentuale rispetto all’intero organico attivo, questi passaggi rappresentano cifre molto basse: nello specifico, lo 0,21 % circa per i giudicanti che passano a requirenti e lo 0,83 % circa per i requirenti che passano a giudicanti (nel periodo 2011-2016).
Sipario!
Torneremo, prossimamente, ancora su questo argomento!
(Anche) Questo articolo è stato scritto da una persona, non da una macchina!
Questo è Diritto-Pop!
